Nizza Docg, il “super” Barbera - Coppo

Il Nizza Docg è un sogno che si realizza, la punta di diamante della produzione della Barbera del Monferrato.

Il territorio

Il «super Barbera» vinificato in purezza proviene da una ristretta area del Monferrato ubicata attorno all’omonima città di Nizza.

Nizza Monferrato è un paese dell’Astigiano al centro delle colline tra Asti, Alba, Alessandria e Acqui Terme. Un territorio ideale, sia per clima che suolo, un luogo che l’Unesco ha proclamato Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Anche vitigni come dolcetto, moscato, brachetto, cortese, freisa e grignolino sono presenti nella zona, ma il barbera, più di tutti, rappresenta da sempre il territorio e l’eccellenza piemontese. Grazie alla conformazione geologica del territorio (tutto collinare con altezze fino trecentocinquanta metri, suoli in prevalenza sabbiosi-argillosi e presenza di boschi incontaminati), la coltivazione del barbera qui si è sempre espressa al suo meglio. Oggi la zona dove si può produrre il Nizza Docg è composta da 18 comuni intorno al comune di Nizza Monferrato.

La storia

La nuova denominazione è giunta dopo anni di intenso lavoro. Vediamo le principali tappe.

2000 – È a partire dal nuovo millennio che la denominazione Nizza può comparire in etichetta. Fino ad oggi, poteva farlo solo accompagnata dal nome Barbera. Il Nizza era infatti una «sottozona» del Barbera d’Asti, riconoscimento che viene attribuito a un vino proveniente da zone particolarmente vocate ad un determinato vitigno. La Barbera d’Asti «Nizza» è però già da subito diversa: si può infatti attribuire la sottozona soltanto alle Barbera di tipo Superiore, cioè invecchiate per almeno un anno, di cui sei mesi in botti di rovere.

2002 – Nasce l’associazione dei Produttori del Nizza che, tutt’ora, ha come unico scopo quello di valorizzare e promuovere la denominazione NIZZA.

2008 – Il Barbera d’Asti ottiene la DOCG.

Nel 2008 il Barbera d’Asti sale sul “gradino” più alto delle denominazioni italiane. Ottiene la Docg, la Denominazione di origine controllata e garantita, ovvero il più importante riconoscimento di qualità e di indicazione geografica per un vino. Assieme alla Barbera d’Asti anche la sottozona «Nizza» è inclusa nella Docg.

2014 – La Nizza è un vino “indipendente”

Dopo un lungo lavoro sul testo del disciplinare, il 2014 segna la nascita di un vino totalmente autonomo, con un nome che vuole sottolineare l’unicità e il legame con il territorio: il Nizza DOCG.

Perché il Nizza Docg?

Per rispondere a questa domanda bisogna considerare tree aspetti cruciali: la vocazione, la tradizione e il disciplinare.

La zona dove nasce il Nizza Docg è certamente quella che, più di altre nel Monferrato, ha contribuito alla storia della Barbera. Per portare un esempio, basterebbe dire che uno dei primi riconoscimenti ufficiali di questo vino appare in un documento del XVII secolo conservato nel municipio di Nizza Monferrato. La zona del Nizza si delinea così come una delle zone storicamente più vocate alla Barbera, a cui, da sempre, sono stati destinati i migliori terreni e le migliori esposizioni.

Per capire davvero il Nizza Docg bisogna conoscerne il disciplinare, studiato per essere molto più severo e restrittivo rispetto a quello del suo più prossimo parente: il Barbera d’Asti. La più grande differenza sta nell’uvaggio: se per ottenere il vino Barbera è consentito utilizzare fino ad un 10% di altre uve rosse coltivate in Piemonte (come nebbiolo, cabernet sauvignon, freisa, dolcetto…), il Nizza prevede una vinificazione in purezza, ovvero 100% Barbera. Non è consentito, inoltre, l’arricchimento del grado alcolico nelle annate dichiarate sfavorevoli, in cui non si produrrà il Nizza.