Storia e origini della cantina Coppo

La storia di Coppo si intreccia in modo inestricabile a quella del vino piemontese e in particolare allo sviluppo di Canelli, patria e capitale dello spumante italiano, ancora oggi uno dei più importanti poli vitivinicoli italiani.

Le origini dell’azienda risalgono al 1892 e fanno della cantina Coppo una delle più antiche realtà vitivinicole d’Italia. Tanto che, nel 2012, Unioncamere ha inserito l’azienda nel registro nazionale delle imprese storiche con più di un secolo di ininterrotta attività nel medesimo settore merceologico.

Fondatore dell’azienda è Piero Coppo, che da subito getta i presupposti per un costante impegno nel segno della qualità senza compromessi, dedicandosi personalmente al controllo delle lavorazioni in vigna, delle fasi di pigiatura e vinificazione fino all’invecchiamento.

Canelli, all’epoca, era una piazza di fondamentale importanza per il mercato delle uve piemontesi, punto di incontro tra viticoltori e vinificatori. Fu qui che, nella seconda metà dell’800, nacque il primo spumante italiano rifermentato in bottiglia, prodotto cioè alla maniera degli Champagne e ottenuto da uve Moscato: un’intuizione destinata a cambiare la storia enologica italiana e a fare della città un centro nevralgico, capace di sviluppare un’industria enoica internazionale e all’avanguardia.

A Canelli Piero sposa Clelia Pennone, erede delle cantine Pio Pennone, rinomata ditta produttrice ed esportatrice di vini e già attiva da due generazioni. Alle cantine Coppo, ubicate nel centro di Canelli, si aggiungono quindi le strutture della Pennone, costruite fra via Giuliani e via Alba, oggi sede dell’azienda.

È qui che, fin dal XVIII secolo, furono scavate a mano nel tufo quelle gallerie e quei cunicoli che oggi sono conosciuti con il nome di Cattedrali Sotterranee, dichiarate dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2024 per la loro storicità e bellezza.

A Piero e Clelia sono dedicate due delle etichette più prestigiose della cantina, prodotte in tiratura limitata: l’Alta Langa Piero Coppo Riserva del Fondatore e il Rosé Metodo Classico Clelia Coppo.

Coppo - Cantina storica a Canelli, dal 1892

All’inizio del XX secolo Coppo esportava e spediva in tutto il mondo.

La produzione dell’azienda spaziava dagli spumanti ai vini rossi tipici del Piemonte, tra cui spiccava la Barbera. A questi si affiancava il Vermouth, bevanda a base di vino aromatizzato che tra l’Ottocento e il primo Novecento divenne un fenomeno di costume e una pietra miliare nella storia degli aperitivi e dei cocktails.

Col passar dei decenni la fama dell’azienda cresce, di pari passo con una maggior consapevolezza della propria identità e una scommessa nel segno della qualità: più cura in vigna, rese più basse grazie ai diradamenti, eliminazione dei pesticidi e un’attenzione crescente alla pulizia nei processi di cantina.

Sull’esempio dei vignerons francesi, iniziano le prime sperimentazioni nell’uso delle piccole botti in rovere, in grado di conferire ai vini – bianchi e rossi – grande complessità, eleganza e longevità. Gli anni Ottanta sono decisivi per la riaffermazione della Barbera: Coppo è l’alfiere della sua rinascita. Il 1984 segna la prima vendemmia di quello che sarà destinato a diventare il vino simbolo dell’azienda, il Pomorosso.

Nel 2014 Le cantine Coppo sono riconosciute dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Nel 2017 Continua il viaggio verso la massima espressione del vitigno Barbera. Coppo promuove le specificità dei vigneti posseduti nella denominazione Nizza, riconosciuta nel 2014.
Parallelamente all’entrata della nuova proprietà nel 2021, crescono gli investimenti nelle Langhe con vitigni di nebbiolo e con nuove acquisizioni in alcuni dei cru più vocati per la produzione di Barolo.

A distanza di 130 anni, la ricerca della qualità, il rispetto per le tradizioni e l’ambizione all’eccellenza sono rimasti i valori fondanti della cantina.

La storia - Coppo
La storia - Coppo
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