Quello che la collina teneva nascosto
Le gallerie sotto la collina di Canelli sono state scavate a mano nel tufo a partire dal XIX secolo. Più di un secolo dopo abbiamo ripreso in mano il piccone: strumenti diversi, stessa idea.
Quello che abbiamo fatto
Abbiamo riaperto passaggi che erano murati da decenni, recuperato edifici rimasti vuoti per anni, raddoppiato e rinnovato gli spazi di produzione e ricostruito da zero il percorso di visita alle Cattedrali Sotterranee, che oggi si possono percorrere in sicurezza.
Quello che manca
Restano due capitoli, e sono i più belli.
Uno è il tratto di gallerie ancora chiuso: una parte di Cattedrali che nessun visitatore ha mai visto, e che apriremo al percorso di visita nell’autunno 2026.
Il secondo capitolo è Palazzo Pennone, la casa della famiglia di Clelia — uno degli edifici più antichi di Canelli, affacciato sulla cantina. I Pennone erano già proprietari delle storiche cantine Pio Pennone – casa vitivinicola fondata nel 1800 – quando Piero Coppo fondò la sua azienda nel 1892; fu il matrimonio fra Clelia Pennone e Piero Coppo, nel 1910, a unire le due case e le due cantine sotto la stessa collina.
Oggi la casa dei Pennone torna a essere quello per cui era nata: Suites Palazzo Pennone 1872, appartamenti per chi vuole fermarsi a Canelli e dormire sopra le gallerie dove il vino riposa. Durante i lavori è riemerso un affresco sul soffitto (datato 1872 da cui il nome del Palazzo), rimasto nascosto per generazioni.













