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Filosofia produttiva - Coppo, Canelli

Come nascono i vini Coppo

Ogni vino, che sia una Riserva o un’etichetta più giovane, deve avere carattere senza rinunciare alla bevibilità. È una scelta di stile precisa e, in una terra di Barbera, non è la più ovvia: negli anni in cui si è corso verso la concentrazione e l’estrazione, noi abbiamo cercato l’equilibrio.

In vigna

Ottantacinque ettari distribuiti fra Monferrato e Langhe, dal Nizza ai cru di Ravera e Bussia, fino alla Tenuta La Rocca per il Gavi: territori diversi che richiedono lavori diversi. [Scopri i vigneti →]

Il tempo

Nelle Cattedrali Sotterranee la temperatura resta fra i 12 e i 14 gradi tutto l’anno, il che ci permette di aspettare. L’Alta Langa Riserva del Fondatore riposa novantanove mesi sui lieviti prima di essere sboccata: otto anni sotto la collina. [Le Cattedrali Sotterranee →]

Tradizione e innovazione

Rispettare la tradizione piemontese non significa rinunciare a cambiarla. Nel 1984 abbiamo imbottigliato la prima annata di Pomorosso quando quasi nessuno credeva che la Barbera potesse invecchiare. Nel 2026 il Pomorosso 2022  è stata la prima Barbera in assoluto ad essere nominata tra i [Best in Show dei Decanter World Wine Awards→]

Filosofia produttiva - Coppo, Canelli

Un’agricoltura “fluida” e di resilienza, per adattarsi ai cambiamenti climatici.

Fare vino significa prima di tutto conoscere la vigna, il suolo, il clima.
Clima e condizioni meteorologiche condizionano infatti significativamente lo sviluppo vegetativo della vite, la maturazione delle uve e la qualità delle stesse. L’abilità di un vignaiolo risiede perciò nella capacità di adattare il proprio lavoro ai cambiamenti climatici, affidandosi al know how maturato con l’esperienza per orientare al meglio il percorso che poterà il frutto ad esprimersi nel calice.

Crediamo in un’agricoltura resiliente e facciamo molti passi nei vigneti per interpretare la variabilità delle annate e accompagnare i grappoli verso un raccolto ottimale, fondamentale per vini di qualità che si affineranno nelle nostre cantine. Con il mutare del clima e l’alternarsi di situazioni spesso estreme diventa fondamentale non seguire in maniera rigida i protocolli e affidarsi invece all’osservazione e all’esperienza, adattando le pratiche agricole ai cicli naturali: ogni vendemmia è una storia a sé.