Barolo, la massima espressione del vitigno Nebbiolo. Null’altro. - Coppo

Non tutti sanno che Coppo, in virtù della sua storicità, è tra le pochissime cantine a poter vinificare il Nebbiolo da Barolo al di fuori della sua zona di produzione.

Per questo, per quanto sia internazionalmente conosciuto soprattutto per le barbere quali Pomorosso e Riserva della Famiglia, per gli spumanti metodo classico e per il Monteriolo, chardonnay piemontese nato dalla nostra passione per la Borgogna, da sempre Coppo produce Barolo con una idea chiara in testa.

Il Barolo di Coppo

Il Barolo Coppo si preoccupa di esprimere il massimo rispetto del vitigno nebbiolo, senza curarsi delle mode e senza assecondare le richieste più facili dei mercati. Si selezionano le uve più sane e mature, raccolte a mano in cassette da 20 Kg. In cantina macerazione a contatto delle bucce con brevi e delicati rimontaggi, poi affinamento di 30 mesi in botti grandi di rovere francese seguiti da altri 12 mesi in bottiglia.

Si tratta di un Barolo che, lungi dal voler essere austero o difficile, si definisce tradizionale, equilibrato, elegante. Equilibrio ed espressione del vitigno e della territorialità esprimono del resto il credo più profondo di Coppo. A partire dall’uso del legno, che non ammette concessioni facili. “È il nostro stile – si sente ripetere in cantina. Il legno è uno strumento, non vogliamo diventi un protagonista del vino”.

Barolo tradizionale dunque. Al naso profumi di violetta, ciliegia e liquirizia. In bocca le caratteristiche del vitigno nebbiolo e delle sue diverse annate.

L’enologo consiglia di aspettare un anno e – come buona prassi con il Barolo – di tenersi una bottiglia da consumare a dieci anni dalla vendemmia.
Quanto all’occasione, non servono grandi sforzi. Siamo in presenza di vini che per loro natura possono essere protagonisti in qualsiasi momento, anche da soli.
Se pensiamo a un pasto, considerando l’equilibrio del Barolo Coppo, possiamo non solo abbinarlo ai secondi e alle carni più gustose e cucinate (stinco di manzo o agnello al forno, brasato di vitello) ma anche a qualche primo importante, con un ragù più saporito.