Barbera base? No, barbera classica - Coppo

Barbera base? Spesso ci rivolgiamo alle denominazioni superiore o riserva. I vini “base”, pensiamo, sono il risultato di lavorazioni più semplici e quindi hanno una qualità minore. Ma sbagliamo.

Vino base, superiore o riserva sono semplicemente interpretazioni differenti di un vitigno.
Certo, se in una bottiglia cerchiamo complessità ed evoluzione necessitiamo di un vino sottoposto ad attenzioni particolari, maturazioni diverse, cure e affinamenti in legno. Ma se siamo appassionati di vino ci piace anche riconoscere la più sincera espressione di un vitigno con le sue interpretazioni più immediate e spesso con ottimi rapporti qualità-prezzo.

Con la barbera questo è vero in modo particolare.
Quando siamo in presenza di una barbera prodotta in modo più elementare, in vasche d’acciaio, abbiamo non solo un vino di pronta beva, più “immediato”, una barbera “d’annata”, ma soprattutto un vino che reca i tratti più veri e distintivi di una coltivazione e del suo territorio. Con questa idea Coppo progetta e produce L’Avvocata dagli anni Novanta.

I must di una barbera classica

Per quello che abbiamo appena detto – e per l’accezione sminuente che l’espressione porta con sé – non ci piace parlare di “barbera base”. Preferiamo “barbera classica”. Quella prodotta in acciaio è la parte preponderante della produzione di barbera nel nostro territorio. E’ un vino che si beve già nell’anno successivo la vendemmia in cui riconosciamo i must della barbera: il colore rosso rubino intenso nel bicchiere, il frutto maturo al naso come in bocca e la freschezza, o come direbbe più propriamente un sommelier, l’acidità. Nel caso dell’Avvocata in particolare Wine Spectator aveva scritto: “Un vino rosso succulento, con sentori di more e sprazzi di viola, mirtillo e spezie. Complesso, ben bilanciato e lungo”.

L’acidità della barbera

La avvertiamo sempre. L’acidità che apprezziamo in bocca ai lati della lingua sta scritta nel DNA della barbera. E se ogni produttore ha una propria idea della Barbera, più o meno acida, possiamo dire che questa compente naturale non deve però essere troppo accentuata. Per questo ogni “barbera classica” cerca un proprio equilibrio.

La barbera è un vitigno generoso, produce uva in qualsiasi posto e condizione. Ai fini della qualità è però importante che la vigna possa godere di condizioni adeguate di sole e di calore. L’obiettivo è la maturazione ottimale e un giusto rapporto tra contenuto zuccherino e acido, non a scapito del primo. Il vigneto vigoroso va inoltre curato con concimazioni non eccessive, lavorazioni al verde, alleggerimenti e diradamenti.

Quando si beve una barbera classica?

Si parla spesso di un “vino gastronomico”: il segreto è l’acidità. E’ anche stato un “vino quotidiano”, un vino onnipresente sulle tavole delle colline del Piemonte e del Monferrato, tutti i giorni e con tutti i pasti.
Adesso i consumi sono cambiati ma quanto ad abbinamenti resta valido un vecchio adagio: “con una barbera sul tavolo non si sbaglia mai”. Antipasti, pasta, salumi, moscardini in guazzetto, polpette di carne con piselli, bolliti. Un’Avvocata, grazie alla sua acidità, riesce ad accompagnare anche piatti più impegnativi, stracotti e condimenti. Certo magari in questi casi un Pomorosso sarebbe più indicato.

Tendenze nuove: più fredda e asiatica

C’è una tendenza a consumare la barbera a una temperatura più bassa rispetto ai 16-18 gradi consigliati, che favorisce il consumo anche estivo.
E poi c’è l’abbinamento con le cucine orientali. Con una buona struttura e pochi tannini la barbera gode di una durezza acida ma non allappante: sorprendente nell’abbinamento a certe verdure e spezie delle cucine asiatiche. Prendiamo per esempio certi piatti della cucina coreana che abbinano pesce e frutta, polipo e pera, pesci magri e zuppe grasse sempre con un tocco di spezie. L’Avvoicata 2017 sembra un vino pensato per stare con quelle portate.

Classica, superiore o riserva?

Lo abbiamo detto. Non facciamo classifiche a priori. Amiamo e conosciamo la barbera di qualità del Piemonte e del Sud Astigiano nelle sue diverse tipologie. Semplicità produttiva non significa necessariamente minor qualità di un vino. Per Coppo abbiamo amanti di diverse barbere: L’Avvocata, Camp du Rouss, Pomorosso e Riserva della Famiglia. A ciascuno la propria scelta.